Allenamento respiratorio

Rubrica informazione e formazione per lo sport
Anno 00, n.1, Ottobre 2023

di Giuseppe S. (10/16/23)

L’allenamento respiratorio: Premessa

Oggi, pubblichiamo il primo di una serie di articoli che trattano l’allenamento della respirazione finalizzato a migliorare le prestazioni nello sport, ma anche per il benessere fisico;

Senza ombra di dubbio una pratica regolare dell’allenamento dei muscoli respiratori, alla stregua di qualunque altro muscolo del corpo umano, crea adattamenti potenziativi del benessere fisico e mentale.
La respirazione è la forza della vita, può essere padroneggiata, lavorata, incanalata, può donarci un mantello protettivo alla sopravvivenza insieme ad altri comportamenti salutari quali la dieta e l’esercizio fisico;

Quando si tratta di salute personale, ci concentriamo esclusivamente sulla nutrizione e sull’esercizio fisico; mentre imparare a respirare in modo più efficace riceve poca attenzione, la funzione respiratoria viene considerata dalla maggioranza delle persone un atto automatico.
La respirazione è una funzione vitale di cui prendiamo coscienza solamente in condizioni di patologie che interessano gli organi che compongono il sistema, ti accorgi della sua esistenza quando non respiri bene e la salute è compromessa.

La respirazione è necessaria per la produzione di energia, che avviene nelle cellule del corpo e concorre a molteplici altri processi come, ad esempio, per la produzione del linguaggio, per modulare la pressione addominale e cosa importante per il movimento e la stabilità del corpo, inoltre è essenziale durante il parto.


Un atto respiratorio è composto dalla inspirazione l’aria entra, e dall’espirazione l’aria esce.

Ogni minuto respiriamo circa 15 volte, un neonato fino a 70 volte, pertanto, migliorare la respirazione porta notevoli benefici ad ogni aspetto della vita quotidiana.
Una migliore respirazione ci rende più vigili ed energici, migliora l’esercizio fisico e le prestazioni sportive.

Quando si presenta una difficoltà respiratoria per un comune raffreddore, che comunque merita attenzione, (essendo probabilmete una infezione virale), sentiamo dire la frase: oggi non respiro, solo allora ci rendiamo conto dell’esistenza della respirazione, che generalmente ignoriamo considerandolo un fenomeno naturale.

L’Ossigeno è indispensabile alla vita, per garantire la produzione di energia da parte delle cellule, tutti i tessuti del corpo umano hanno bisogno di un costante apporto di ossigeno.
La respirazione di solito avviene automaticamente, tuttavia possiamo intervenire sui meccanismi respiratori con la nostra volontà; in sostanza i muscoli che compongono l’apparato respiratorio possono essere allenati con varie tecniche che le evidenze scientifiche in ambito sportivo, hanno associato a miglioramento della performance.
(TD Mickleborough & T Nichols, et al.); ma anche ad un benessere più generale, come ad esempio gli assetti posturali ed ergonomici del corpo, che comunque hanno anch’essi impatto sulla prestazione sportiva.

Cenni storici – l’evoluzione

Partendo da lontano, le più antiche forme di vita del pianeta, erano esseri viventi in acqua, che recuperavano l’ossigeno ivi disciolto, attraverso la loro pelle. Con l’evoluzione delle specie gli organismi si sono adattati per sopravvivere alle modificazioni ambientali, passando dalla formazione delle “Branchie” sviluppate per aumentare la superficie e quindi l’assorbimento di ossigeno, ai primi polmoni per respirare nell’ambiente terrestre aria primitiva da cui trarre ossigeno, per arrivare poi via via a forme di vita animale più complesse, fino all’uomo, il cui sistema respiratorio, collaborando con quello circolatorio, svolge lo scambio gassoso, con lo scopo di espellere anidride carbonica, sostanza di scarto del metabolismo cellulare, sostituendola, con ossigeno.
Il sistema respiratorio, che sarà approfondito dal punto di vista anatomico-funzionale in un articolo successivo, è stato studiato dalla più remota antichità.

Praticare tecniche di respirazione occupa una posizione preponderante nella tradizione cinese, indo-tibetana; si deve ricordare che la cultura yogica indiana del Pranayama (Prana = respiro, ayama = lunghezza, controllo, espansione) risale al primo millennio a.C.
Nella storia del buddhismo cinese è rilevante l’arte del potere del respiro applicato nella vita e nella performance specie nelle arti marziali, insegnate nel tempio di Shaolin, situato nei pressi dell’antica città di Luoyang.
Secondo Ippocrate, medico e filosofo l’aria era l’elemento più importante dell’organismo umano.
Studi sono stati condotti in occidente da Galeno (131 d.C.), con l’ipotesi secondo cui l’azione diaframmatica permette la divaricazione delle costole inferiori.
In tempi più recenti, posizionati nel II millennio, abbiamo gli studi di Vesalio e Leonardo da Vinci, nei loro studi ritroviamo le modificazioni del ritmo respiratorio associato a stati psichici, alla fatica mentale ed alle emozioni.

Più recenti sono i lavori di Duchenne de Boulogne (1867) precisano con esattezza il ruolo del diaframma nella respirazione, ma senza identificare tutte le relazioni muscolari di questo muscolo.
Arrivando al secolo scorso, dobbiamo segnalare gli studi del Dott.Buteyko (1923) che individuò nel controllo del respiro, il sollievo per soggetti asmatici, i quali per ansia e/o paura, respirano ad alte frequenze, portando ad esaurimento le riserve di anidride carbonica.

Concludiamo:  Per un atleta la respirazione costituisce un fattore chiave sia per la performance che per il recupero.
Nel prossimo articolo tratteremo brevi cenni di anatomia
Lo troverai nel blog del sito: www.essebitisportlab la prossima settimana, buona lettura.

Giuseppe S.